Registrare una società negli Emirati – Opzioni
Dopo il primo articolo introduttivo [leggi qui], in questo secondo intervento, la nostra esperta Antonella Caprarella illustra le varie opzioni per registrare una società negli EAU.. Continua a leggere
Dopo il primo articolo introduttivo [leggi qui], in questo secondo intervento, la nostra esperta Antonella Caprarella illustra le varie opzioni per registrare una società negli EAU.. Continua a leggere
Capita non di rado che, nel corso di una consulenza societaria o fiscale, giungiamo a dover proporre ai clienti del nostro studio una soluzione che preveda l’internazionalizzazione dell’attività aziendale. In tal caso, una delle proposte che ricevono la maggiore attenzione è quella della registrazione di una società, o una sede societaria o ancora di una holding negli Emirati. Offriamo allora a chi legge il primo di una serie di contributi a firma di Antonella Caprarella, nostra consulente esterna con sede operativa a Lugano e a Dubai.
In questo primo intervento, la nostra esperta introduce l’argomento illustrando gli enormi vantaggi derivati da questo tipo di scelta. Continua a leggere
La Commisisone Tributaria Provinciale di Varese, con la pronuncia n. 120/3/2018, ha statuito che per i veicoli ad uso privato immatricolati in un Paese extra UE a nome di persone anch’esse stabilite fuori dal territorio doganale, è possibile circolare negli Stati membri in regime di ammissione temporanea e senza assolvere ai dazi doganali e all’IVA, salvo che l’Agenzia delle Dogane competente fornisca la prova della mancanza dei requisiti richiesti dalla normativa doganale. In particolare, il caso riguardava una vettura con targa svizzera, di proprietà di una persona fisica ivi residente, condotta da un soggetto anch’egli svizzero. Continua a leggere
Ci vogliono vent’anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla. Se pensi a questo, farai le cose in modo diverso. (Warren Buffett)
Hanno destato scalpore i recentissimi fatti accaduti in Ticino, riguardanti una lavoratrice licenziata per aver condiviso in rete un video in cui esprimeva commenti offensivi verso la Svizzera e le forze di polizia elvetiche. I commenti della stampa e dei comuni cittadini in rete sono molteplici. In questa sede, lungi dall’esprimere in alcun modo una valutazione sul caso specifico, si intende piuttosto approfittare del fatto di cronaca per esporre i principi del diritto del lavoro svizzero in materia di licenziamento, con particolare riguardo ai comportamenti assunti dal dipendente al di fuori dell’orario di lavoro.
Nel contributo precedente si sono indicate le basi normative della denuncia esente da pena, detta anche semplicemente autodenuncia, cominciando a chiarire:
Per completare le informazioni necessarie al fine di valutare l’opportunità di procedere alla denuncia esente da pena, è ora necessario chiarire modalità e costi, insieme anche ad alcuni suggerimenti per evitare “spiacevoli imprevisti”.
“Non pagare le tasse è peccato. Poterle pagare è miracolo”
(M. Bochicchio)
Vi è da tempo un utile strumento a disposizione dei contribuenti svizzeri (domiciliati e non, cittadini e non) che – per qualsivoglia motivo – hanno omesso di dichiarare al fisco svizzero redditi o sostanze detenute all’estero.
La Svizzera prevede dal 2010 la possibilità per i contribuenti di denunciare in modo spontaneo redditi e sostanze detenute all’estero e non dichiarate nei 10 anni precedenti, godendo così della possibilità di evitare sanzioni di natura penale. Si parla in questo caso più propriamente di “denuncia esente da pena“, che è regolata dagli articoli 175 LIFD (legge federale sulle imposte dirette) 56 LAID (legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette) e 258 LT (legge tributaria ticinese). Continua a leggere
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